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Fondo di garanzia per i mutui per acquisto e ristrutturazione prima casa.

Al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della casa di abitazione, la legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 48, lett. c), ha istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il fondo di garanzia per i mutui per la prima casa. 
Grazie al fondo, è lo Stato ad offrire ai cittadini garanzie per l’accensione di mutui ipotecari per l’acquisto – ovvero per l’acquisto e per interventi di ristrutturazione e accrescimento di efficienza energetica – di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale prima casa.

Il fondo, con una dotazione, a regime, di circa 650 milioni (che può essere incrementata con contributi di regioni e altri enti/organismi pubblici), offre garanzie su finanziamenti ipotecari, per un ammontare complessivo stimato in 20 miliardi di euro.

La garanzia è concessa nella misura del 50 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti ipotecari.

Con decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, sono state assegnate al Fondo garanzia per la prima casa ulteriori risorse per l’anno 2020.

In seguito all’emergenza Covid -19, il Governo è intervenuto in più occasioni sulla disciplina del Fondo.

CHI PUÒ FARNE RICHIESTA

La legge di conversione del decreto Agosto, n. 126 del 13 ottobre 2020 ha modificato l’art 1 comma 48 lett c) della legge della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relativamente alla platea dei beneficiari.  
La modifica stabilisce che le domande di accesso al Fondo possano essere inviate esclusivamente dalle seguenti categorie:

  • Coppia coniugata ovvero convivente more uxorio il cui nucleo sia stato costituito da almeno due anni e in cui uno dei componenti non abbia superato i trentacinque anni (in tal caso il mutuo deve essere richiesto dai componenti la coppia congiuntamente). In caso di cittadini stranieri allegare il certificato di matrimonio qualora non risulti agli atti degli uffici pubblici italiani.
  • Famiglia monogenitoriale con figli minori;

Il mutuo può essere richiesto da:

  • Persona singola non coniugata, né convivente con l’altro genitore di nessuno dei propri figli minori con sé conviventi; 
  • Persona separata/divorziata ovvero vedova, convivente con almeno un proprio figlio minore.
  • Conduttore/i di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati; 
  • Giovane/i di età inferiore a 35 anni titolare di un rapporto di lavoro atipico di cui all’art. 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Le nuove disposizioni si applicano a partire dal 14 ottobre 2020 e resteranno valide le richieste pervenute antecedenti a questa data.

REQUISITI DI ACCESSO AL FONDO

Il richiedente, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli acquistati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile ad uso abitativo deve essere sito nel territorio nazionale, inoltre non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.

Il mutuo ipotecario deve essere di importo non superiore a 250 mila euro, concesso dalla banca o intermediario finanziario che ha aderito all’iniziativa in base al Protocollo di intesa sottoscritto l’8 ottobre 2014 tra Ministero dell’economia e delle finanze e Abi.

COME FARE DOMANDA

La domanda di accesso al Fondo va presentata direttamente alla Banca o Intermediario finanziario aderente all’iniziativa cui si richiede il mutuo, utilizzando l’apposita modulistica per la richiesta di accesso al Fondo di garanzia per la prima casa.

Le richieste potranno essere presentate solo dopo che la banca abbia assicurato l’operatività a favore della propria clientela (termine previsto in 30 giorni lavorativi dall’adesione della banca al fondo).
L’elenco delle banche ad oggi aderenti, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito di Abi e su quello di Consap.

Leggi l’articolo originale su www.dt.mef.gov.it

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