spid, cie e cns

SPID, CIE e CNS per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione: cosa è cambiato dal 1° marzo.

Dal 1° marzo per accedere ai servizi della PA servono SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Ecco cosa cambia per cittadini, professionisti e imprese.

Lunedì 1° marzo è una data da segnarsi sul calendario. Da oggi infatti scatta una piccola rivoluzione per i servizi della Pubblica amministrazione rivolti ai cittadini, dettata dal Decreto Semplificazione. Dal 1° marzo per accedere ai servizi della PA infatti servono SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

I tre strumenti per accedere ai servizi online della PA

Il Decreto Semplificazione e Innovazione digitale del 2020 ha stabilito che l’accesso dei cittadini ai servizi della Pubblica Amministrazione potrà avvenire solo attraverso tre chiavi di accesso:

  • SPID: è il Sistema Pubblico di Identità Digitale, un sistema basato su credenziali personali che, grazie a delle verifiche di sicurezza, permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti, in sicurezza e velocità. Per ottenere Spid basta scegliere uno dei 9 gestori di identità digitale presenti sul sito e seguire i passi indicati dalle varie procedure ai fini dell’identificazione.
  • CIE: è la nuova Carta di Identità Elettronica, che permette anche in questo caso al cittadino di identificarsi e autenticarsi con i massimi livelli di sicurezza ai servizi online degli enti che ne consentono l’utilizzo, sia Pubbliche Amministrazioni che soggetti privati. La CIE è rilasciata dal Comune di residenza. Per utilizzarla al meglio è importante assicurarsi di avere l’intero codice PIN della carta di identità elettronica e, se serve, richiederlo al proprio Comune.
  • CNS: è la Carta Nazionale dei Servizi, che permette di accedere agli stessi servizi attraverso un dispositivo, che può essere una chiavetta USB o una smart card dotata di microchip.

Nel caso dell’Agenzia delle entrate, ad esempio, non è più possibile ottenere le credenziali di Fisconline, cioè quelle proprie dell’Agenzia, e nei prossimi mesi anche quelle già in uso verranno progressivamente abbandonate.

PA, cosa cambia per i cittadini

Per chi già utilizza SPID, CIE o CNS per accedere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate non cambia assolutamente nulla.

I cittadini che invece utilizzano le credenziali di Fisconline fornite dall’Agenzia possono continuare ad utilizzarle fino alla naturale scadenza, ma comunque non oltre il 30 settembre 2021, dopo di che bisognerà dotarsi di uno dei tre strumenti.

PA, cosa cambia per professionisti e imprese

I professionisti e le imprese possono richiedere le credenziali Entratel, Fisconline o Sister, rilasciate dall’Agenzia anche dopo il 1° marzo e fino alla data che sarà stabilita con un apposito decreto attuativo, come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale.

Chi può avere lo SPID: requisiti

Possono attivare SPID tutti i maggiorenni in possesso di un documento di riconoscimento italiano valido e di una tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale.

Residenti in Italia

Possono richiedere lo SPID tutti i maggiorenni residenti in Italia che abbiano:

  • un documento italiano in corso di validità
  • tessera sanitaria o tesserino codice fiscale
  • e-mail e numero di cellulare.

Residenti all’estero

Chi risiede all’estero o è cittadino italiano residente all’estero iscritto all’AIRE, per richiedere SPID deve avere:

  • indirizzo e-mail personale (non si possono usare indirizzi di lavoro o altre e-mail a cui un giorno si potrebbe non avere più accesso);
  • numero di telefono cellulare italiano o estero che si usa normalmente, anche se non si è l’intestatario del contratto telefonico
  • documento di identità valido, tra carta di identità, passaporto, patente
  • tesserino del codice fiscale, oppure certificato di attribuzione.

Cittadini stranieri in Italia

Per chi è un cittadino straniero in Italia con permesso di soggiorno e residenza in Italia, per richiedere SPID servono:

  • indirizzo e-mail personale (non si possono usare indirizzi di lavoro o altre e-mail a cui un giorno si potrebbe non avere più accesso)
  • numero di telefono cellulare italiano o estero che usi normalmente, anche se non si è l’intestatario del contratto telefonico
  • documento di identità italiano valido, ad esempio la carta di identità
  • tessera sanitaria con il codice fiscale o tesserino del codice fiscale o rispettivi certificati di attribuzione.

Non è possibile richiedere SPID usando il permesso di soggiorno, ma con il permesso di soggiorno è possibile richiedere la carta d’identità che servirà poi per richiedere SPID.

SPID per uso professionale

L’identità digitale ad uso professionale veicola, oltre ai dati della persona fisica, anche i dati della persona giuridica, ad esempio la Partita Iva, la tipologia societaria, etc, e può essere richiesta per accedere a servizi dedicati a scopi professionali:

  • ad uso professionale della persona fisica, che veicola solo i dati della persona fisica;
  • ad uso professionale della persona giuridica, che fornisce i dati della persona fisica e dell’organizzazione di appartenenza.

Il responsabile legale di un’organizzazione (società, ente, impresa, ecc.) può richiedere e utilizzare la propria identità digitale per accedere ai servizi online. A questo scopo è anche possibile dotare i propri dipendenti di identità digitali per uso professionale della persona giuridica.

Come richiedere le credenziali SPID

Dopo aver verificato di essere in possesso di questi dati, è necessario scegliere uno qualunque tra i gestori di identità abilitati, i cosiddetti Identity Provider, e registrarsi sul loro sito, secondo le diverse procedure proposte.

I gestori d’identità forniscono diverse tipologie di attivazione e tre diversi livelli di sicurezza tra cui scegliere. Chi risiede all’estero deve scegliere una modalità di riconoscimento contrassegnata dall’icona EU (Unione Europea) o mondo.

La registrazione consiste in 3 passaggi:

  • inserimento dati anagrafici
  • creazione credenziali SPID;
  • riconoscimento a scelta tra le modalità offerte dall’Identity Provider.

Le modalità di riconoscimento attive:

  • di persona, presso gli uffici dei gestori di identità digitale (qui l’elenco degli uffici per Comune);
  • via webcam, con operatore messo a disposizione dal gestore di identità o con un selfie audio-video, insieme al versamento di una somma simbolica tramite bonifico bancario come ulteriore strumento di verifica dell’identità;
  • con Carta d’Identità Elettronica (CIE) o passaporto elettronico, con identificazione attraverso le app dei gestori, scaricabili dai principali app store;
  • con CIE, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o tessera sanitaria o con firma digitale grazie all’ausilio di un lettore (ad esempio la smart card) e del relativo Pin.

Leggi l’articolo originale su quifinanza.it

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