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I colori delle Regioni da lunedì 29 marzo: le nuove zone rosse e arancioni.

Continua a preoccupare la situazione Covid in Italia, anche se un lieve rallentamento della crescita della curva dei contagi si inizia finalmente ad intravedere.

Continua a preoccupare la situazione Covid in Italia, anche se un lieve rallentamento della crescita della curva dei contagi si inizia finalmente ad intravedere. Sul fronte vaccini, entro la fine di questa settimana nell’Ue saranno state consegnate circa 88 milioni di dosi, di cui circa 62 milioni già somministrate. Finora sono state immunizzate con due dosi di vaccino 18,2 milioni di europei, pari al 4,1% della popolazione totale Ue.

Dopo la nuova bufera su AstraZeneca e i 29 milioni di dosi stoccati ad Anagni, l’Europa attende la consegna di 360 milioni di nuove dosi nel secondo trimestre 2021. A dirlo è stata la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen ai leader riuniti nel Consiglio in videoconferenza. Pfizer/BioNTech deve inviare 200 milioni di dosi, Moderna 35 milioni, AstraZeneca 70 milioni, rispetto a un impegno da contratto più che doppio pari a 180 milioni, e Johnson & Johnson 55 milioni.

I colori delle Regioni

Intanto in Italia si attende come ogni venerdì il nuovo monitoraggio Iss che decreterà il passaggio a nuovi colori delle Regioni. Come stabilito nel decreto-legge 13 marzo, dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni. Per i giorni di Pasqua e Pasquetta, il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale (tranne che nelle zone bianche), si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse.

In base alle disposizioni attualmente in vigore, si applicano le misure previste:

  • per la zona arancione: a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e alla Provincia Autonoma di Bolzano;
  • per la zona rossa: a Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento.

I nuovi colori delle Regioni dal 29 marzo

Ma chi cambierà colore questa settimana? Con l’Rt in lieve miglioramento in tutto il Paese, sarà l’incidenza a determinare i destini delle realtà locali.

Quasi mezza Italia, cioè 8 Regioni, tra le quali tutte le grandi realtà del Nord e una Provincia, resterà in zona rossa almeno fino alla settimana dopo Pasqua, quindi fino a lunedì 12 aprile. A passare in zona rossa dovrebbero essere anche la Valle d’Aosta e la Calabria.

A sperare in una promozione è il Lazio, che potrebbe passare alla zona arancione. L’indice di contagio Rt è a 0.99 e si registra una riduzione del numero dei focolai di Coronavirus nella Regione, ha spiegato l’assessore alla Sanità D’Amato. Il governatore Nicola Zingaretti ha annunciato su Facebook che con l’eventuale passaggio in arancione scatterebbe immediatamente il ritorno alla scuola in presenza lunedì 29 marzo, cioè per asili, elementari e scuole medie. “Dopo Pasqua potranno riaprire le superiori, garantendo agli studenti di fare il tampone rapido gratuito e senza certificato medico in tutti i drive in della regione”.

Anche il Veneto punta all’arancione. L’incidenza dei nuovi casi Covid oggi si attesta infatti attorno al 4%. “Potremmo essere vicini al passaggio in zona arancione. Le nostre proiezioni ci dicono che siamo con un Rt ai limiti della zona arancione, e cioè qualche decimo sotto l’1,25, attorno all’1,21-1,22” ha detto il presidente Luca Zaia. L’incidenza però resta ancora intorno ai 250 casi su 100mila abitanti, e la legge nazionale prevede che questi parametri debbano rientrare sotto soglia per far scattare la promozione. Tutto da vedere, dunque.

Scampato pericolo, a quanto pare, seppur di poco, per la Toscana, che dovrebbe salvarsi. Toscana in zona rossa? “Direi proprio di no: siamo a 248 nuovi casi di Coronavirus su 100mila abitanti, e abbiamo un Rt di 1,09-1,10, quindi siamo in zona arancione”, ha detto il governatore Eugenio Giani.

A restare sicuramente ancora rossa è invece la Lombardia, con 5.046 nuovi positivi registrati solo oggi, con un indice di positività dell’8,4% e 100 nuove vittime, che fanno salire a 30.185 il numero totale di morti dall’inizio dell’epidemia.

Intanto Michele Emiliano in Puglia vuole rafforzare le misure in vista della Pasqua: Emiliano sta per firmare un’ordinanza che prevederebbe la chiusura anticipata di tutte le attività commerciali alle 18, tranne per i generi alimentari, la chiusura di tutte le attività commerciali per la domenica delle Palme e nei weekend di Pasqua e Pasquetta, cioè sabato, domenica e lunedì, raccomandazioni particolari su asporto e contingentamento nei supermercati.

Nuova ordinanza in Sardegna: cosa cambia

Intanto in Sardegna il presidente Christian Solinas ha firmato nella tarda serata di ieri una nuova ordinanza che proroga la precedente ordinanza del 5 marzo fino al 6 aprile, data in cui scade il decreto Draghi, le regole già in vigore per gli ingressi nell’isola.

Tutte le persone che intendono imbarcarsi su linee aeree o marittime dirette in Sardegna sono tenuti a registrarsi prima dell’imbarco accedendo qui o mediante l’app “Sardegna Sicura”. Ciascun passeggero dovrà presentare copia della ricevuta di avvenuta registrazione unitamente alla carta d’imbarco e a un documento d’identità in corso di validità. La compagnia aerea o marittima, verifica, preliminarmente all’imbarco, la ricevuta dell’avvenuta registrazione.

Attraverso la piattaforma i passeggeri in arrivo possono dare atto dell’avvenuta vaccinazione (entrambe le dosi di vaccino) o sottoposizione all’esame diagnostico molecolare del tampone rino-faringeo per Covid-19 o sottoposizione all’esame del tampone antigenico, con esito negativo eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza.

I soggetti che non siano stati vaccinati o che non si siano sottoposti al tampone prima dell’arrivo in Sardegna dovranno alternativamente:

  • recarsi presso le aree dedicate nei porti e aeroporti, al fine di sottoporsi al tampone rapido antigenico. In caso di tampone antigenico negativo, il soggetto può recarsi al domicilio, con la raccomandazione di mantenere i dispositivi di protezione individuale, evitare i contatti con terzi e sottoporsi nuovamente a tampone antigenico, presso sanitario di propria fiducia, al quinto giorno successivo a quello di sottoposizione al primo tampone. In caso di esito positivo, il soggetto dovrà seguire le ordinarie procedure previste dalla normativa vigente per i casi Covid-19 positivi;
  • recarsi, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, presso una struttura autorizzata (pubblica o privata accreditata) e sottoporsi al tampone molecolare, a proprie spese, con onere per la struttura stessa di darne comunicazione all’Azienda sanitaria territorialmente competente;
  • porsi obbligatoriamente in isolamento fiduciario, dall’ingresso in Sardegna per i successivi dieci giorni, presso il proprio domicilio, con onere di darne comunicazione al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta ovvero, per i non residenti, all’Azienda sanitaria territorialmente competete per il tramite del numero verde.

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