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Pensioni verso Quota 41 per tutti. Cosa può cambiare.

Riforma delle pensioni resta tema caldo nell’agenda politica. E Quota 41 resta al momento l’ipotesi maggiormente condivisa.

La riforma del sistema pensionistico resta sempre un tema caldo dell’agenda politica, a pochi mesi dal termine della sperimentazione di Quota 100 che terminerà col 2021. Diverse le ipotesi sul tavolo, ma la maggiore convergenza fra governo, partiti e parti sociali sembra registrarsi sull’ipotesi di una Quota 41 per tutti.

Quota 41 e Quota 102

La Quota 41 proposta prevede la pensione anticipata con 41 anni di contributi senza un requisito anagrafico. Tra le alternative proposte dagli esperti, c’è poi Quota 102 che invece consentirebbe di uscire dal mondo del lavoro al compimento di 64 anni con 38 anni di contributi.

Come funziona quota 41

E’ una riforma del sistema pensionistico che estenda Quota 41 a tutti i lavoratori per superare lo scalone con la fine di Quota 100. Quota 41 altro non è che il ritiro dal lavoro con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età compiuta. Ma come funziona Quota 41? I requisiti per accedervi sono:

  • almeno 12 mesi di contributi versati, non per forza continuativi, prima del compimento dei 19 anni di età;
  • 41 anni di contributi maturati;
  • appartenenza ad una delle 5 categorie tutelate: disoccupati, invalidi, caregiver, lavori usuranti, lavori gravosi.

Non basta però essere un lavoratore precoce per accedere a Quota 41. Questa è riservata solamente a coloro che fanno parte anche di una delle seguenti categorie:

  • dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%;
  • dipendenti disoccupati a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • i cosiddetti caregiver: ossia coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.
  • lavoratori che svolgono da almeno sei anni all’interno degli ultimi sette attività lavorative usuranti e gravose;

Con la prossima Riforma pensioni la misura verrebbe estesa non solo a tutti i precoci, ma anche alla totalità dei lavoratori, che potrebbero andare in pensione fino a un anno prima rispetto all’attuale requisito per la pensione anticipata: 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne (requisiti che resteranno in vigore fino al 2026 per via del congelamento degli adeguamenti alle aspettative di vita).

Governo disponibile

La disponibilità del governo al confronto c’è, come lo stesso ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha più annunciato. C’è stato poi il palcet del sottosegretario Claudio Durigon. “Anche noi pensavamo a Quota 41, non posso che essere d’accordo con la proposta dei sindacati per non tornare alla Legge Fornero”, sottolinea il sottosegretario leghista”.

Leggi l’articolo originale su quifinanza.it

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