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Gratta e Vinci: come incassare la vincita e quanto va allo Stato.

Quando la sorte è benevola, come si fa a incassare il premio di un Gratta e Vinci? E cosa succede se si subisce il furto biglietto? Quanto incassa lo Stato, in termini di tasse sulla vincita? Tutte le risposte.

Il caso del presunto furto del Gratta e Vinci da 500 mila euro a Napoli ha acceso i riflettori sul gioco d’azzardo e sulla riscossione dei premi in generale. Ma quando la sorte è benevola, come si fa a incassare la vincita? E cosa succede se si subisce il furto del Gratta e Vinci fortunato? Quanto incassa lo Stato, in termini di tasse sulla vincita? Tutte le risposte.

Gratta e Vinci: come incassare la vincita

Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, che disciplina tra le altre cose il gioco d’azzardo, è spiegato che la distribuzione di tutti i Gratta e Vinci è assegnata al concessionario dal servizio Lotterie Nazionali s.r.l., che distribuisce i pacchi secondo le richieste avanzate dai singoli punti vendita.

L’inserimento dei premi dei biglietti nei pacchi è effettuato dai sistemi di stampa in modo casuale e segreto:quindi – si legge – non è necessario verificare preventivamente la destinazione dei singoli pacchi. Ma cosa succede quando si vince? A chi chiedere i soldi?

  • fino a 500 euro: si può presentare il biglietto vincente affinché venga validato. Il pagamento avverrà immediatamente presso un qualsiasi punto vendita autorizzato;
  • da 501 euro a 10 mila euro: dopo aver presentato il biglietto vincente in un qualsiasi punto vendita autorizzato, viene attivata una procedura di prenotazione della vincita e il conseguente pagamento, la cui modalità è decisa dal vincitore (assegno circolare o bonifico, sia bancario sia postale);
  • oltre i 10 mila euro: per i premi più ricchi, la situazione è più intricata. Il biglietto va presentato – o fatto pervenire, “a rischio del possessore”, all’Ufficio Premi del concessionario Lotterie Nazionali, a Roma. Al vincitore sarà rilasciata una ricevuta. In alternativa, il biglietto può essere presentato presso uno sportello di Intesa San Paolo: sarà la banca a provvedere al ritiro del biglietto (rilasciando anche in questo caso la ricevuta) e a inoltrarlo al concessionario, che provvederà al pagamento secondo la modalità scelta dal vincitore.

In ricevitoria è possibile riscuotere le vincite di importo lordo non superiore a 543,48 euro: il pagamento è immediato.

Se il biglietto è rovinato, il rischio è di non vincere nulla. Nelle condizioni per la riscossione delle vincite, infatti, è sottolineato che “i biglietti presentati devono essere originali, integri, non contraffatti o manomessi, completi ed emessi da Lotterie Nazionali S.r.l”.

In caso di furto, invece, si dovrà immediatamente fare denuncia alle autorità: il pagamento avverrà solo in caso di rinvenimento del tagliando. Questo perché il regolamento dell’Agenzia prevede l’autorizzazione del pagamento solo in presenza del biglietto originale. Dunque, se non si trova, l’unica strada è quella legale: una richiesta di risarcimento nei confronti del ladro.

Gratta e Vinci, tasse sulla fortuna: quanto va allo Stato

Per quel che riguarda invece le tasse sulle vincite, queste dipendono da ciò che il governo mette nelle varie manovre. Nel 2020, per esempio, la tassa era a scaglioni, distribuita su 5 aliquote dal 15% al 25%. Sostituita, di fatto, la flat tax al 12%.

Pertanto, le vincite soggette alla tassazione sono: Vlt, le lotterie nazionali ad estrazione istantanea (Gratta e Vinci) e i giochi numerici a totalizzatore nazionale (Gntn). Saranno sottoposte a vari percentuali di prelievo, in base ai premi:

  • 15%: vincite tra 500 euro e 1.000 euro;
  • 18%: vincite tra 1.000 euro e 10 mila euro;
  • 21%: vincite tra 10 mila euro e 50 mila euro;
  • 23%: vincite tra 50 mila euro e 10 milioni di euro;
  • 25%: vincite oltre i 10 milioni di euro.

Leggi l’articolo originale su quifinanza.it

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