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YouTube: il grande impatto sociale ed economico che la piattaforma più famosa di Google ha in Italia.

Secondo un’indagine della Oxford Economics, YouTube ha contribuito a creare 15mila posti di lavoro in Italia, contribuendo al Pil italiano per 190 milioni di euro all’anno: ma ci sono tanti altri risvolti emersi dalla ricerca.

Secondo un’indagine della Oxford Economics, Youtube ha un grande e positivo impatto economico in Italia. Youtube stessa si è rivolta alla società di consulenza britannica circa un fanno (anno che indubbiamente ci ha visto tutti quanti più impegnati nella fruizione delle piattaforme online), per valutare quale sia l’impatto sul fronte economico, sociale e culturale nel nostro paese. La ricerca è stata condotta tramite sondaggio anonimo, con un campione di 2mila persone residenti, 2mila imprese e più di 4600 creator residenti nell’Unione europea, di cui 470 in Italia.

Ecco cosa è emerso da questa ricerca, dall’emblematico titolo: Da opportunità a impatto. Youtube ha contribuito a creare ben 15 mila posti di lavori in Italia, dando grande supporto al tessuto produttivo, contribuendo al Pil italiano per 190 milioni di euro annui.

Sono almeno due le vie che hanno permesso questo incredibile risultato. Da un lato, infatti, i ricavi vengono generati direttamente dalla piattaforma, grazie alle pubblicità o ai diritti di licenza, ma sono tantissime le figure professionali coinvolte: dagli ambiti più tecnici, comprese le attrezzature, alle consulenze specializzate e agli esperti di comunicazione e marketing.

Ma c’è un ulteriore aspetto, altrettanto importante e ancora più capillare: l’impatto che Youtube ha sulle realtà imprenditoriali, anche quelle piccole. Difatti, secondo gli imprenditori intervistati, grazie a YouTube è possibile raggiungere nuovi clienti e aumentare le vendite. Questo è possibile creando contenuti specifici per un certo target, utilizzando pubblicità mirate. Il 70% delle aziende europee intervistate ha dichiarato che la piattaforma ha aiutato molto nell’accrescere i clienti, il 75% che grazie a YouTube si è più visibili e si può raggiungere un pubblico nuovo e mondiale.

A questo si aggiunge anche un nuovo senso di appartenenza per chi fa lo youtuber, e come dice Francesca Mortari, director YouTube per il Sud Europa: “In Italia, l’economia dei creator di YouTube è reale, sostanziale e continua a crescere. Abbassando radicalmente le barriere all’ingresso, YouTube ospita ormai migliaia di imprenditori della creatività che stanno costruendo attività floride”.

Il pubblico è sterminato: oltre 2 miliardi di persone. YouTube consente uno scambio che per gli utenti e i creator è fondamentale: i primi attingono a contenuti a cui altrimenti non avrebbero accesso, i secondi raggiungono clienti internazionali che altrimenti gli sarebbero preclusi.Colpisce molto l’uso didattico diffusissimo che si fa di YouTube: chi a suonare uno strumento, chi si si forma su un piano professionale, chi si informa, e sembra che questi dati siano sensibilmente aumentati con la pandemia. La piattaforma si distingue per la molteplicità di contenuti, così variegati tra loro: ovviamente urge sempre un apparato filtrante, di cui si occupa in prima istanza YouTube stessa, ma al cui vaglio sfuggono ancora tante cose. Rimane il fatto che il 38% degli utenti italiani ritiene che YouTube ospiti contenuti legati alla diversità.

Fonte: lastampa.it

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