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Inflazione: come influirà sulle tasche dei risparmiatori nel 2022.

Lo spettro dell’inflazione si aggira tra gli italiani, e ha già avuto delle conseguenze sui risparmi di molti. Ecco la fotografia di uno studio del Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo.

Il 2022 si prospetta come un anno difficile, soprattutto per le tasche dei risparmiatori: se l’inflazione continuerà con questo ritmo – un tasso quasi del 3% – gli italiani perderanno 50 miliardi di euro. Ma le perdite dovute all’inflazione sono quasi silenti: si parla indicativamente di 900 euro a testa, che incideranno sui risparmi degli italiani. Questa situazione permette però di fotografare delle differenze tra i risparmiatori, acuite proprio dalla crisi economica attuale.

Il lockdown e il Covid-19, più in generale, hanno infatti aumentato la forbice esiste tra i diversi risparmiatori: i lavoratori autonomi, infatti, hanno guadagnato molto meno, non riuscendo a mettere molto da parte; mentre un’altra fascia di italiani ha visto lievitare i risparmi per via dei minori consumi. Secondo uno studio, questo “risparmio involontario” riguarda complessivamente il 6,7% della popolazione.

Lo è studio è stato svolto dal Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo, sotto il nome di Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani. La situazione che ne emerge è questa: 4 famiglie italiane su 10 hanno avuto una perdita di 105 euro mensili, in media. Solo una minoranza, però è riuscita a risparmiare per davvero, però. La pandemia, inoltre, sembra condizionare molto le scelte finanziarie degli italiani: secondo lo studio, il 64% vuole aspettare di vedere l’andamento della situazione epidemica, prima di ricominciare a investire i propri risparmi. Per gli analisi, soprattutto le fasce meno abbienti preferiscono aspettare, mentre i più giovani che appartengono al ceto medio alto per reddito sono più disposti a far ripartire i propri consumi.

Secondo l’European Consumer Payment di Intrum, un quarto dei consumatori italiani crede che il virus avrà un impatto negativo sulla propria vita economica per i prossimi due anni, mentre il 23% ne prevede anche di più. Il 38% del campione intervistato denuncia un peggioramento della situazione finanziaria, e tutto ciò chiaramente avrà un riverbero sulle scelte finanziarie future.

Gli italiani sono poco attratti dal capitale di rischio: appena il 6% investe in azioni; ma d’altro canto neanche le scelte a lungo termine sono parte delle priorità: solo un terzo ha stipulato un fondo pensione. L’Italia dovrebbe contare sui giovani per una ripartenza dei consumi e della produttività: ma i giovani sono troppo pochi, e si svela così una spina nel fianco del paese, la demografia.

Fonte: ilsole24ore.com

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