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Zero sanzioni e interessi per i versamenti fiscali entro il 30 settembre.

Con un ordine del giorno votato ieri al decreto Rilancio (dl 34/2020), approvato in prima lettura alla Camera, primo firmatario Alberto Gusmeroli (Lega), si accende la speranza di una boccata di ossigeno sul luglio di fuoco in arrivo sul fronte fiscale.

Zero sanzioni e interessi per i versamenti fiscali entro il 30 settembre. Con un ordine del giorno votato ieri al decreto Rilancio (dl 34/2020), approvato in prima lettura alla Camera, primo firmatario Alberto Gusmeroli (Lega), si accende la speranza di una boccata di ossigeno sul luglio di fuoco in arrivo sul fronte fiscale.

Nell’ordine del giorno si impegna il governo ad adottare ogni iniziativa normativa che preveda la cancellazione, fino alla data del 30 settembre 2020, di eventuali sanzioni e interessi comminati per i ritardati pagamenti di saldi 2019 e acconti 2020 Irpef e Ires, in considerazione dell’eccezionalità economica e congiunturale dei mesi post crisi pandemica.

La mini proroga dei versamenti di giugno è stata concessa con un decreto della presidenza del consiglio dei ministri di 20 giorni, fino al 20 luglio prossimo. In molti, tra professionisti e imprese, considerano il mini slittamento insufficiente. Non solo ci sono, in queste settimane , più adempimenti che affiancano quelli ordinari (basti pensare alle pratiche per fronteggiare le crisi di liquidità delle imprese) ma molti contribuenti sono di fronte a una scarsità di fondi, per assolvere ai versamenti tributari.

Per il deputato della lega Gusmeroli, lo spostamento dei versamenti a settembre non creerebbe problema nei conti dello stato. Un intervento di questo tipo fu fatto, lo si legge anche nell’ordine del giorno votato, anche l’anno scorso, quando non si era in pandemia e le difficoltà si chiamavano Isa (indicatori sintetici di affidabilità fiscale). In quel caso si decise di prolungare il calendario fiscale e la chiamata alla cassa per i contribuenti.

«Un eventuale rimando del predetto termine», si legge nell’ordine del giorno, «al 30 di settembre sarebbe stato a costo zero e non avrebbe assunto carattere di novità in quanto già stato attuato dal precedente governo lo scorso anno, a dimostrazione», sottolinea Gusmeroli, «che non è una questione di mancanza di risorse finanziarie dello stato ma, probabilmente, per problemi di ordine burocratico».

Dunque l’ultimo vagone utile per il treno della proroga dei versamenti di giugno potrebbe essere rappresentato dal decreto semplificazioni, approvato con la formula salvo intese, nel consiglio dei ministri il 7 luglio 2020. Possibile, comunque, che il nodo (come peraltro ormai prassi per le proroghe fiscali) sia sciolto a ridosso della scadenza per poter contare sui versamenti di chi ha ancora in cassa qualche liquidità e a cui non piace aspettare l’ultimo minuto per saldare i pagamenti con l’erario.

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