Bonus-e-moneta-fiscale

Il bonus battezza una vera moneta fiscale.

Un effetto non previsto del superbonus è la nascita una valuta parallela all’euro. L’agenzia delle entrate ha infatti riconosciuto che il credito d’imposta può essere ceduto dal proprietario dell’immobile, che ne ha maturato il diritto. Di fatto una cartolarizzazione ad ampio raggio che potrebbe dare una bella scossa al sistema economico.

Un effetto non previsto del superbonus è la nascita di una moneta fiscale parallela all’euro. L’Agenzia delle entrate ha infatti riconosciuto che il credito d’imposta può essere ceduto dal proprietario dell’immobile, che ne ha maturato il diritto, sia all’impresa costruttrice sia a banche o altre istituzioni finanziarie, a persone fisiche o giuridiche, senza limiti particolari. I cessionari a loro volta potranno sempre cederlo a terzi, fino a che non si troverà qualcuno che ha una capienza adeguata, cioè un debito fiscale superiore al credito d’imposta. Di fatto una cartolarizzazione ad ampio raggio. Naturalmente ogni cessione avrà un prezzo, e forse è proprio in previsione di ciò che il credito d’imposta di partenza è addirittura superiore al costo delle opere realizzate (110%). Quindi la prima cessione potrebbe essere pagata, in ipotesi, il 90% del valore del credito, la seconda l’85% e così via. Ipotizzando che il 20% dei proprietari immobiliari approfittino di questa generosità inaudita del fisco italiano e che il valore medio dei crediti d’imposta sia di 40 mila euro, stiamo parlando, più o meno, di 160 miliardi di crediti d’imposta che entrano in circolazione. Una cifra in grado di dare una bella scossa al sistema economico, entrato in grave sofferenza a causa del coronavirus. Anche perché l’Agenzia delle entrate ha previsto che non si applichino gli ordinari limiti, piuttosto stringenti, alla compensazione dei crediti d’imposta.

Leggi l’articolo originale su italiaoggi.it

Comments are closed.