Beirut-esplosione

Beirut, esplode deposito di nitrato di ammonio. Oltre 100 morti, 100 dispersi e 4mila feriti. L’appello: lasciate la città. Trump: sembra attentato.

Colpiti in modo non grave due componenti del nostro contingente impiegato nella missione di peacekeeping “Leonte”.

Due fortissime esplosioni martedì pomeriggio hanno devastato l’area portuale di Beirut, capitale del Libano, Paese del Medio Oriente affacciato sul Mediterraneo. Il bilancio provvisorio delle vittime delle esplosioni – avvertite anche a Cipro, distante oltre 160 km – fornito dalla Croce rossa sale a oltre 100 morti e più di 4mila feriti.

Video da ilSole24 – Youtube

Tra questi, colpiti in modo non grave, anche due militari italiani in forza al nostro contingente di oltre 1.000 soldati impiegato nella missione di peacekeeping Unifil “Leonte”. Altri soldati della missione italiana – impiegata come forza di interposizione al confine tra il Libano e Israele – risultano sotto choc per gli effetti dell’esplosione.

Le squadre di soccorso a Beirut stanno anche cercando oltre 100 persone ritenute disperse in seguito all’eplosione: lo riporta la Bbc.

Possibile causa materiali esplosivi confiscati

Nei video girati da testimoni si vedono le esplosioni e poi i danni ingenti a case, auto e strade. L’area ospita depositi di materiali esplosivi. Secondo la versione ufficiale riferita direttamente dal presidente del Libano, Michel Aoun, a provocarle sarebbe stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.

Trump: sembra un attentato

Dirigenti militari Usa pensano che l’esplosione a Beirut sia stata un attacco, una bomba di qualche tipo: lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. «Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo», ha detto il presidente americano.

Il premier Diab: i responsabili dovranno darne conto

«Sembra che ci sia un magazzino contenente materiali confiscati da anni e sembra che fossero materiali molto esplosivi», ha detto il direttore generale della Sicurezza generale Abbas Ibrahim ai microfoni delle tv sul luogo del disastro. «I servizi interessati stanno conducendo le indagini e diranno qual è la natura dell’incidente», ha aggiunto. Intanto, fonti israeliane hanno detto di «non essere coinvolte», mentre la Casa Bianca ha detto che sta «seguendo con attenzione» l’evolversi degli eventi. Da parte sua, il primo ministro libanese Hassan Diab ha annunciato in un messaggio Tv che quanto successo «non passerà senza conseguenze: i responsabili di questa catastrofe ne pagheranno il prezzo».

Il governatore: come Hiroshima, disastro senza precedenti

«Beirut è una città distrutta», e le esplosioni di oggi sembravano «Hiroshima»: lo ha detto ad una emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore di Beirut, Marwan Aboud, definendo quanto accaduto «un disastro nazionale senza precedenti». Aboud si è recato sul luogo dell’esplosione, al porto di Beirut, rivelando che tra i dispersi vi sarebbero numerosi vigili del fuoco accorsi sul posto per spegnere l’incendio conseguente alla prima esplosione.

«Ho visto una palla di fuoco e del fumo che fluttuava sopra Beirut. La gente urlava e correva, sanguinava. I balconi erano stati fatti saltare in aria dagli edifici. Il vetro dei grattacieli si è frantumato ed è caduto in strada», ha detto un testimone della Reuters.

Fonti mediche: si cercano persone sotto le macerie

La forza d’urto dell’eplosione ha provocato anche il crollo di un edificio di tre piani: al momento si cercano persone intrappolate sotto le macerie. Lo ha riferito, citando fonti mediche locali, il presidente dell’Associazione dei medici stranieri in Italia (Amsi), Fouad Aoudi, in contatto con i colleghi locali i feriti ospedalizzati sarebbero circa 75, alcuni travolti mentre passavano in strada. Tutti gli operatori sanitari sono stati chiamati – ha aggiunto – a rendersi disponibili per i soccorsi.

L’attesa per il verdetto del processo per autobomba Hariri

L’esplosione nella zona portuale della città è avvenuta alla vigilia dell’attesissima sentenza sull’omicidio nel 2005 dell’ex premier Rafik Hariri. Un tribunale dell’Onu emetterà il suo verdetto nel processo a quattro sospetti per l’omicidio con autobomba di Hariri. Tutti e quattro sono membri del gruppo Hezbollah sostenuto dall’Iran, che ha costantemente negato qualsiasi ruolo nella morte di Hariri. Sono stati processati in contumacia e il verdetto è atteso per venerdì 7 agosto.

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