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Famiglia, assegno unico ai figli da gennaio ma vanno trovati 10 miliardi. Ecco quanto vale.

Un aiuto mensile omnicomprensivo dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. L’operazione vale in tutto 25,9 miliardi ed è legata alla riforma Irpef e al Recovery Fund.

C’è un pezzo di riforma dell’Irpef sul quale potrebbero convergere i quattro partiti della maggioranza e quelli di opposizione: è l’assegno unico e universale per i figli. Il disegno di legge per introdurlo, il 21 luglio ha incassato il via libera della Camera con 452 voti favorevoli su 453 deputati presenti. In pratica, si tratta di una erogazione di denaro mensile (o di un credito d’imposta) che le famiglie dovrebbero ottenere per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età. E non solo i lavoratori dipendenti, ma anche gli autonomi, i liberi professionisti, gli incapienti, i disoccupati.

È un pezzo di riforma fiscale perché un terzo delle risorse necessarie deriverebbero dai fondi attualmente destinati alle detrazioni Irpef per figli a carico (che valgono 8,2 miliardi, sui 25,9 ritenuti necessari per far funzionare a regime l’assegno unico). E lo è anche perché, tra le altre risorse che il Governo sta cercando per il nuovo strumento, due miliardi dovrebbero andare ad alleggerire il cuneo fiscale a carico delle imprese, che in parte oggi finanziano gli assegni al nucleo familiare: un’altra prestazione che dovrebbe confluire nel nuovo assegno unico. Tra gli obiettivi, ci sarebbe infatti anche quello di portare completamente a carico della fiscalità generale il finanziamento degli assegni per i figli.

L’IDENTIKIT

1. IN CHE COSA CONSISTE
Dote mensile per tutti i figli
L’assegno unico e universale è un importo mensile previsto per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza e fino al ventunesimo anno di età. Avrà la forma di un credito d’imposta o di una erogazione in denaro. L’importo sarà maggiorato per ciascun figlio successivo al secondo. L’assegno per i figli minorenni sarà maggiore di quello riconosciuto per ciascun figlio maggiorenne: dopo i 18 anni, il beneficio potrà essere attribuito direttamente al figlio, per favorirne l’autonomia
2. CHI PUÒ ACCEDERE
Cittadini italiani e stranieri residenti
L’assegno unico potrà essere richiesto da cittadini italiani, comunitari, o extracomunitari con il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale. Tra gli altri requisiti, è necessario essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, essere residente e domiciliato in Italia per la durata del beneficio, essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi
3. IL FILTRO
Importi graduati in base all’Isee
L’importo dell’assegno unico sarà modulato in base all’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare, che tiene conto non solo del reddito dichiarato, ma anche del patrimonio (immobili, risparmi, conti correnti). Le soglie Isee di riferimento saranno definite dai decreti attuativi della misura. Si terrà conto anche dell’età dei figli. Per evitare l’effetto di disincentivo al lavoro per il secondo genitore, l’Isee dovrà dare meno peso al suo reddito
4. CHE COSA SCOMPARE
Addio a detrazioni per figli e Anf
Con il debutto dell’assegno unico per i figli dovrebbero essere gradualmente superati o soppressi la detrazione Irpef per figli a carico e gli assegni al nucleo familiare (fatti salvi gli importi per il coniuge a carico e per altri familiari diversi dai figli). La fruizione dell’assegno unico è compatibile con quella del reddito di cittadinanza (e sarà modulato tenendo conto della parte di Rdc legata ai minori presenti in famiglia). Il beneficio sarà ripartito in pari misura tra i genitori

I tempi per l’approvazione

Settembre sarà un mese decisivo per l’assegno unico: il Ddl licenziato da Montecitorio dovrà essere approvato dal Senato, dove è stato assegnato alla commissione Lavoro (AS 1892). Trattandosi di un disegno di legge delega, però, dovrà essere seguito dai decreti attuativi, a cura dei ministri per la Famiglia, del Lavoro e dell’Economia. Il percorso parlamentare dell’assegno unico è legato a doppio filo con quello della legge di Bilancio 2021, perché dai fondi disponibili dipenderà l’ampiezza dell’intervento.

Il nodo risorse

L’assegno unico sarà finanziato in parte con il graduale superamento o con la soppressione di misure già esistenti, come gli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni per figli a carico, il bonus bebé, il premio alla nascita. In tutto, un tesoretto da 15 miliardi dal quale si potrebbe attingere.

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