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Vaccino Coronavirus, quando arriveranno davvero le prime dosi in Italia.

C’è chi dice entro fine anno, chi a inizio primavera 2021, chi alza le mani perché è troppo presto per saperlo. Quando arriverà dunque il vaccino anti-Covid?

C’è chi dice entro fine anno, chi a inizio primavera 2021, chi alza le mani perché è troppo presto per saperlo. Quando arriverà dunque il vaccino anti-Covid?

Nessuna certezza in merito, e una competizione sfrenata per un business straordinario che porterà l’azienda che riuscirà a commercializzarlo per primo sul podio dei vincitori.

Attualmente sono 182 i candidati vaccini contro il Sars-Cov2 nelle prime fasi di valutazione, e 40 quelli già in sperimentazione nella cosiddetta fase 3, cioè quella sull’uomo. Le sperimentazione di fase 3 stanno dimostrando che molti di questi preparati stimolano la produzione di grandi quantità di anticorpi, capaci di neutralizzare il Covid.

Vaccino anti-Covid, l’annuncio di Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è di nuovo tornato sul tema assicurando che il vaccino “arriverà entro fine anno”. “L’Italia e l’Europa ce la faranno” assicura, perché esiste un “modello italiano” di gestione della pandemia replicato in tutto il mondo e “lodato da leader e stampa internazionali”. Il Belpaese, dice Di Maio, è stato all’avanguardia anche sul piano scientifico.

A Pomezia si sta lavorando alla creazione di quello che potrebbe essere il primo vaccino anti-Covid e proprio Di Maio ha lanciato l’idea di un’alleanza internazionale per un vaccino in ambito G7, Ue e all’interno dell’Alleanza globale per i vaccini e l’immunizzazione.

Sul vaccino “non siamo all’ultimo miglio ma quasi. Entro fine anno avremo le prime dosi di vaccino e da inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni. Dobbiamo fare gli ultimi sacrifici per avere le prime dosi entro fine anno e partire”. Il vaccino di Oxford-Pomezia ha già dato risultati importantissimi, dimostrando una “forte risposta immunitaria”.

La conferma delle prime dosi di vaccino entro fine anno arriva anche da diversi esponenti della comunità scientifica italiana, anche se non tutti concordano. L’infettivologo Massimo Galli ha spiegato ad esempio di condividere la speranza di Di Maio, ma precisa che non c’è nessuna certezza sui tempi.

I dubbi sul vaccino

L’Italia ha opzionato l’acquisto di un vaccino contro il Coronavirus – quello di Oxford di cui è iniziato l’iter di approvazione – peraltro ancora in fase di sperimentazione, e quindi ci sarà, ma la possibilità reale di somministralo alla popolazione dipenderà dall’evoluzione delle ricerche scientifiche in corso che dovranno dimostrare la sua efficacia e sicurezza.

Tutto da verificare poi se la produzione di anticorpi neutralizzanti contro il virus sarà in grado di difenderci poi dall’infezione vera e propria.

Sorprende comunque che da una indagine dell’EngageMinds HUB dell’Università Cattolica, il centro di ricerca che si occupa di psicologia dei consumi nella salute e nell’alimentazione, emerga che 1 italiano su 2 nutre dei dubbi sul vaccino Covid. La crescente esitanza nei confronti del futuro vaccino può avere diverse cause, ha spiegato la professoressa Graffigna, ma probabilmente è legata a timori sulla sua sicurezza, anche per le modalità rapide del suo sviluppo e test.

A chi verrà somministrato per primo? Anche rispetto a questo non ci sono informazioni certe ad oggi, ma è probabile che a vaccinarsi per primi saranno le persone più a rischio, e cioè anziani, immunodepressi e operatori sanitari.

Leggi l’articolo originale su quifinanza.it

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