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Coronavirus, la quarantena ridotta a 10 giorni libera prima oltre 80mila italiani.

La riduzione scatterà a fronte di un tampone negativo. Per i contatti dei positivi si potrà ricorrere anche ai test rapidi antigenici.

A fianco alle misure più restrittive del nuovo Dpcm il Governo ha deciso anche un allentamento riducendo l’isolamento (quello dei positivi) e la quarantena (quella dei contatti dei positivi) da 14 a 10 giorni di fronte a un tampone negativo, con la possibilità per i contatti dei positivi di ricorrere anche a un test antigenico (il tampone rapido). Non serviranno più dunque due tamponi (a distanza di 24 ore) per conquistare la “libertà” come in passato. Una scelta, questa, che punta anche a evitare l’intasamento nelle Asl alle prese con un boom di richieste di test.

A ratificare la decisione già presa del Comitato tecnico scientifico è una circolare del ministero della Salute che potrebbe liberare prima – non più 14 ma 10 giorni – decine di migliaia di italiani: oggi sono quasi 80mila i positivi in isolamento a casa con pochi o nessun sintomo. Sono loro i primi che verosimilmente potrebbero beneficiare di questa riduzione a patto però, va ricordato, che dopo 10 giorni ci sia anche un tampone negativo. Ma le nuove regole coinvolgono molte più persone: i contatti dei positivi in quarantena – un numero che non si conosce – sono almeno 5 volte di più dei contagiati (la quantità minima di persone con cui si viene normalmente a contatto stretto nelle ultime 48 ore prima di una diagnosi di Covid). Quindi si tratta di numeri molto grandi.

Si riduce isolamento domiciliare e quarantena

In particolare la circolare prevede che le persone asintomatiche positive al Covid possono rientrare «in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività» dopo il quale va effettuato un tampone che deve certificare la negatività. Anche le persone sintomatiche risultate positive «possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi». In pratica possono bastare 10 giorni ma solo se 3 giorno sono passati senza sintomi e comunque dopo un test negativo. Ci sono poi le nuove regole per la quarantena dei contatti stretti dei positivi che – spiega la circolare – «devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione» dopo aver avuto un tampone o un test antigenico (il tampone rapido) – una opzione possibile solo per i contatti dei positivi – che riusulti negativo e sia stato «effettuato il decimo giorno».

Le altre raccomandazioni e le regole per chi resta positivo

Il ministero della Salute raccomanda poi di eseguire il tampone a fine quarantena «a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili o a rischio di complicanze». E ancora si raccomanda di non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici «nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità». Infine le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al tampone «in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi».

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