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Acconti Irpef, chi non paga il 30 novembre? Le proroghe in zona rossa e arancione.

Irpef e Irap, chi non paga gli acconti del 30 novembre? Le proroghe riconosciute per i contribuenti in zona rossa e arancione.

Con lo scopo di far tirare un sospiro di sollievo ai contribuenti più colpiti dall’emergenza Coronavirus, il Governo ha optato per una proroga dei pagamenti relativi agli acconti Ires e Irap del 30 novembre. La sospensione dei versamenti approvata con il decreto Ristori bis, però, non interesserà tutti indistintamente.

Irpef e Irap, chi non paga il 30 novembre

Con il decreto Ristori il Governo ha deciso di prorogare al 30 aprile 2021 il versamento della seconda rata degli acconti Irpef e Irap, che era stato già spostato dal dl Agosto al 30 novembre 2020.

Con la proroga dello stato di emergenza e l’introduzione delle nuove restrizioni anti-Covid, però, un ulteriore passo avanti è stato fatto con il decreto Ristori bis, estendendo la platea dei contribuenti che non saranno tenuti a versare gli acconti Irpef e Irap entro la fine di novembre.

Nello specifico, potranno godere di tale agevolazione i soggetti che:

  • sono in grado di dimostrare di aver subito un calo del fatturato a causa dell’emergenza epidemiologica;
  • svolgono attività economiche nell’ambito delle categorie per le quali risultano approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA);
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 5.164.569 euro.

A questi si aggiungono le seguenti categorie:

  • forfettari (o quelli in regime dei minimi);
  • i contribuenti esclusi dagli ISA (o per i quali persistono cause di inapplicabilità degli stessi);
  • i contribuenti che partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i suddetti requisiti e devono dichiarare redditi “per trasparenza” (ex artt. 5, 115 e 116 del TUIR).

Acconti Irpef e Irap, le proroghe in zona rossa e arancione

Per quanto riguarda la proroga dei versamenti relativi alla seconda rata degli acconti Ires e Irap del 30 novembre, una precisazione va fatta per i contribuenti che vivono/operano in zona rossa e arancione. Nello specifico, tenendo conto delle disposizioni contenute nel decreto Ristori bis, l’elemento soggettivo relativo al calo del fatturato non varrà per:

  • i soggetti ISA che esercitano una delle attività che sono state sospese o limitate dagli ultimi decreti del Governo, individuate nell’Allegato 1 e nell’Allegato 2 del Ristoris bis;
  • i soggetti ISA che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa della propria attività in una delle regioni appartenenti alla cosiddetta “zona rossa”;
  • gli esercenti attività di gestione di ristoranti nelle regioni identificate come “zona arancione”.

Per questi, dunque, non varrà la scadenza dei versamenti degli acconti Irpef e Irap fissata al 30 novembre 2020. La proroga al 30 aprile 2021, inoltre, riguarderà anche altre imposte sostitutive come la cedolare secca, gli acconti riguardanti le addizionali delle imposte sui redditi e la rata delle imposte patrimoniali.

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