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Decreto Ristori, contributi fondo perduto al via: istruzioni per la domanda.

Chi non aveva già chiesto i contributi a fondo perduto del Dl Rilancio può fare domanda per quelli dei Decreti Ristori: procedura, istruzioni e scadenze.

Con il decreto Ristori bis il Governo ha deciso di rifinanziare il contributo a fondo perduto destinato alle attività costrette a chiudere dopo l’approvazione delle ultime misure anti-Covid. Aiuti mirati e più celeri arriveranno direttamente sui conti correnti degli imprenditori e le partite Iva più colpite dallo stop deciso con il Dpcm 3 novembre.

Il decreto Ristori bis ha come obiettivo quello di andare incontro alle attività più colpite dalle nuove restrizioni. Dagli operatori turistici ai proprietari di bar, ristoranti e pasticcerie, ma non solo: gli indennizzi saranno destinati a chi effettivamente ha subito una perdita a causa dell’emergenza Coronavirus. Gli aiuti saranno destinati in maniera diversa alle imprese, a seconda che queste si trovino in zona rossa, arancione o gialla.

Domanda

Dal 20 novembre al 15 gennaio i titolari di partita Iva possono fare domanda per i contributi a fondo perduto. Per inoltrare la richiesta si usa l’apposito Modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate (“Istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto decreti ristori e ristori bis” per l’indennizzo degli operatori colpiti dalla chiusura).
Chi aveva già fatto richiesta ai tempi del Dl Rilancio riceverà invece in automatico l’accredito dei nuovi indennizzi.

La domanda di accesso ai contributi di entrambi i decreti Ristori va presentata mediante il portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso l’utilizzo di un software di compilazione e poi con invio tramite l’applicativo “Desktop telematico”. L’autenticazione potrà avvenire con credenziali Fisconline /Entratel, CNS o SPID.

Nell’istanza devono essere indicati il codici fiscale del richiedente, quello dell’eventuale rappresentante o intermediario, le informazioni sui requisiti e l’IBAN del conto corrente per l’accredito.

Procedura e scadenze

Le domande si inviano entro il 15 gennaio 2021. In caso di errore, entro tale periodo si può inoltrare una seconda istanza, in sostituzione della prima, purché non sia stata già messa i pagamento.

Dopo l’invio il sistema rilascia una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico. Successivamente è rilasciata una seconda ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza o lo scarto con indicazione dei motivi. Le proprie ricevute sono conservate nella propria area riservata del sito dell’Agenzia (“la mia scrivania”) e nella sezione “Consultazione degli invii effettuati” dell’applicazione per l’invio (portale “Fatture e Corrispettivi”).

Prima di erogare il contributo, l’Agenzia effettua controlli in Anagrafe tributaria del codice IBAN.

Requisiti Dl Ristori

I contributi si rivolgono ai titolari di partita IVA attiva al 25 ottobre e non cessata al momento della domanda.

Ulteriori requisiti:

  • attività prevalente una di quelle rientranti nei codici ATECO nell’allegato 1 del Decreto;
  • fatturato e corrispettivi di aprile 2020 inferiore ai due terzi rispetto al mese di aprile 2019 (non necessario se la partita Iva era stata attivata dal 1° gennaio 2019).

Vedi qui la lista completa dei codici ATECO cui spettano i contributi.

Le somme a ristoro non potranno superare i 150mila euro per ciascun beneficiario. Viene comunque garantito un contributo minimo per un importo non inferiore a quello determinato applicando la percentuale a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi.

La base di calcolo del contributo è determinata applicando una percentuale alla differenza di fatturato:

  • 20% con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro,
  • 15% con ricavi o compensi da 400mila euro fino a 1 milione di euro,
  • 10% con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro.

Requisiti DL Ristori-bis

Il contributo è destinato ai titolari di partita IVA con domicilio fiscale o sede operativa nelle regioni decretate ‘zona rossa’.

Gli altri requisiti sono analoghi a quelli del contributo del Decreto Ristori:

  • codice Ateco nell’allegato 2 del Ristori bis;
  • per attività precedenti al 2019, calo di fatturato ad aprile del 33% rispetto ad aprile 2019.

In ogni caso, partita IVA attivata prima del 25 ottobre e non cessata al momento della domanda.

Articolo originale pubblicato da quifinanza.it

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