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La Cina è vicina.

Economia, politica, società: gli aggiornamenti quotidiani da Pechino.

11 DICEMBRE

Hong Kong, il magnate Jimmy Lai accusato di violazione della legge sulla sicurezza – L’attivista pro-democrazia di Hong Kong e magnate dei media Jimmy Lai è stato accusato ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale, in mezzo a una crescente repressione del dissenso, secondo quanto riportano i media locali. Lai, che ha fondato il tabloid Apple Daily, è stato accusato di collusione con forze straniere e di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale, secondo quanto riferito dall’emittente locale TVB. Il 73enne è la persona di più alto profilo su oltre due decine di attivisti incriminati per legge di sicurezza nazionale da quando è entrata in vigore a giugno. È previsto che il magnate compaia in tribunale il 12 dicembre e rischia, come pena massima, l’ergastolo.

Al via il “China-Italy Business Dialogue” – Ha preso il via oggi a Pechino il “China Italy Business Dialogue”, seminario di due giorni volto a favorire il dialogo tra le istituzioni e la comunità di affari sino-italiana, organizzato dall’Ambasciata di Italia a Pechino, Agenzia ICE e Camera di Commercio Italiana in Cina. Vi prendono parte oltre 500 aziende, tra presenze fisiche e collegamenti.

10 DICEMBRE 
 

Hong Kong, Cina vara sanzioni contro funzionari Usa – La Cina ha imposto sanzioni contro i funzionari Usa di dipartimenti amministrativi, parlamentari, rappresentanti di Ong e loro diretti familiari per aver “agito male” sulle vicende di Hong Kong, cancellando l’ingresso senza visto a Hong Kong e Macao ai cittadini americani con passaporto diplomatico. “Data la loro posizione sulle questioni relative a Hong Kong, la Cina ha deciso di imporre sanzioni reciproche”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, sulla risposta alle sanzioni del Dipartimento di Stato Usa contro i 14 vice presidenti del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo.

Giornalista cinese costretta ad alimentazione forzata –  Zhang Zhan, giornalista cinese detenuta da più di sei mesi dopo aver riportato sull’epidemia di coronavirus di Wuhan, è stata sottoposta ad alimentazione forzata tramite l’inserimento di una cannula. Lo ha affermato il suo avvocato, citato dal Guardian. Il legale ha anche detto che alla donna sono state bloccate le braccia per impedirle di estrarre la cannula. Zhang Zhan, ex avvocato di 37 anni, è  in sciopero della fame in una struttura detentiva vicino a Shanghai. Zhang è stata arrestata a maggio e accusata di “fomentare litigi e problemi”, un’accusa spesso usata contro critici e attivisti all’interno della Cina. Il mese scorso è stata formalmente incriminata con l’accusa di diffusione di informazioni false. In un post sul blog di ieri, l’avvocato di Zhang, Zhang Keke, ha detto di aver visitato la sua cliente martedì pomeriggio e di averla trovata esausta.

9 DICEMBRE
 

Hong Kong: Cina convoca vice ambasciatore Usa su sanzioni – La Cina ha convocato il numero due dell’ambasciata Usa a Pechino, Robert Forden, per protestare contro le ultime sanzioni americane, promettendo l’adozione di “ritorsioni reciproche”. Lunedì gli Usa hanno imposto sanzioni finanziarie e un divieto di viaggio a tutti i 14 vicepresidenti del Congresso nazionale del popolo, l’assemblea legislativa di Pechino, per il loro ruolo avuto nell’adozione della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong e la squalifica dello scorso mese da parte di Pechino dei deputati eletti nel fronte dell’ opposizione.

Cina: riserve valutarie novembre salgono a 3.178 mld dollari – Le riserve in valuta estera della Cina sono salite a novembre a 3.178 miliardi di dollari, contro i 3.128 miliardi di ottobre e i 3.150 miliardi attesi dai mercati. Il dato, diffuso dalla Banca centrale cinese (Pboc), è il più alto da agosto 2016, beneficiando anche dell’ulteriore trend di apprezzamento dello yuan sul biglietto verde. Il valore delle riserve auree, invece, è sceso a 110,41 miliardi di dollari a fine novembre dai 117,89 miliardi di fine ottobre.

Cina: frenano i prezzi al consumo, -0,5% a novembre – I prezzi al consumo in Cina hanno segnato a novembre una contrazione annua dello 0,5%, centrando il primo calo da ottobre 2009 sulla brusca frenata del settore alimentare (-2%), a fronte del +0,5% di ottobre e di attese dei mercati sostanzialmente invariate. Il fenomeno, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, non segnala i rischi di deflazione, ma la correzione dei prezzi alimentari con quelli della carne di maiale scesa del 12,5%, in ulteriore correzione dopo l’impennata registrata alla fine del 2019 a causa della peste suina. L’inflazione ‘core’, che esclude alimentari ed energia, è salito dello 0,5% lo scorso mese, con la componente dell’assistenza sanitaria a +1,5%. Su base mensile, l’inflazione di novembre è scesa dello 0,6%, al passo più ampio da maggio, dopo la frenata di -0,3% a ottobre. I prezzi alla produzione hanno accusato a novembre un calo dell’1,5% a fronte del -2,1% di ottobre.

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