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Mutui e finanziamenti in caduta. Con il Covid prosegue la corsa alle surroghe.

Segnali di ripresa alla fine del lockdown ma si stima che per una vera risalita occorrerà aspettare il 2021.

Il mercato del credito è pesantemente condizionato dagli effetti della pandemia da coronavirus. Il dato emerge dalla pubblicazione l’Osservatorio annuale del credito alle famiglie pubblicato da Assofin, Crif e Prometeia. Nelle cifre comunicate dai tre enti irrompono in modo prepotente (e non poteva essere diversamente) i numeri relativi ai primi mesi del 2020 e degli effetti del blocco delle attività dovuto alla pandemia.

L’impatto del virus

E tra i dati che si segnalano un deciso calo nei primi quattro mesi dell’anno dei flussi di credito al consumo. Anche le erogazioni di mutui immobiliari per finalità di acquisto calano del -9.3%. Mentre invece aumentano gli altri mutui (+46.3%), trainati dal boom delle surroghe. Anche a livello di rischiosità del credito si è registrato un lieve aumento per i prestiti al consumo a fine 2019, rimanendo il dato poi stabile nei primi tre mesi dell’anno in corso. Una situazione che non è sostanzialmente cambiata anche grazie al fatto che c’è stata la moratoria sulle rate.

Passati i primi quattro mesi e con la partenza della fase due si è assistito a una fase di recupero, visto che il dato è in continua evoluzione, come spiega Simone Capecchi, Executive Director di Crif: «Il picco negativo è stato registrato nelle due settimane comprese tra il 23 marzo e il 5 aprile, quando i volumi delle richieste di credito da parte delle famiglie si sono attestati intorno alla metà di quelli precedenti. Dalla settimana successiva è però iniziato un percorso di progressivo recupero, seppur con intensità differenti a seconda delle diverse forme tecniche considerate, per arrivare nella settimana compresa tra l’11 e il 17 maggio a un numero di richieste tornato al 110% di quello della settimana indice.

Un anno di falsa ripresa

Nelle settimane successive il trend di crescita si è ulteriormente consolidato per arrivare al 137% nella settimana dal 22 al 28 giugno. Pur avendo interamente recuperato il gap, la ripresa delle richieste è risultata più lenta e meno accentuata per i mutui, essendo tornate sui livelli pre-lockdown solo a partire dall’inizio di giugno per attestarsi al 108% nell’ultima settimana di osservazione».

Eppure il 2020 si era prospettato inizialmente come l’anno della ripresa, rispetto a un calo dei mutui nel 2019. «Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici, dopo il calo del 2019 (-9.2%) – continua Capecchi -, nei primi due mesi del 2020 sono state particolarmente brillanti, grazie a condizioni di mercato ancora favorevoli e alla convenienza del tasso fisso. Il lockdown ha determinato, invece, una contrazione dei mutui di acquisto, a seguito dello stop delle compravendite di immobili residenziali.

Il boom delle surroghe

Il dato delle surroghe è sorprendente nel primo trimestre del 2020 quando ha fatto segnare un vero e proprio boom (+135.5%), che non si è arrestato dopo il diffondersi della crisi sanitaria. Dati i tassi di riferimento ai minimi, le surroghe sono ancora estremamente vantaggiose. L’andamento riflette anche la maggiore competitività tra le banche e la crescente digitalizzazione dei servizi, che ha permesso la realizzazione delle operazioni di surroga anche nel periodo di chiusura delle filiali».

C’è da considerare ovviamente che oltre alla prudenza delle famiglie per la situazione economica che si è determinata, nella fase 1 di reazione alla pandemia, c’è stata l’impossibilità fisica dei consumatori a effettuare acquisti e a richiedere i finanziamenti per sostenerli. E per i mutui la situazione è ancora più evidente, perché se gli acquisti di una certa entità possono comunque essere fatti on line, per le case occorrono sopralluoghi, perizie, e tutta una serie di altri adempimenti bloccati dall’impossibilità fisica di muoversi per le persone.

Lo scenario dei mutui

Cosa c’è da attendersi dunque in questo settore? «Lo scenario per i flussi di credito è negativo per quest’anno. Inevitabilmente per il credito a consumo, ma anche per i mutui – spiega Rita Romeo, Senior Specialist Prometeia 1-. Nei dati congiunturali il calo dei mutui non è ancora molto evidente perché è sostenuto dal mercato delle surroghe che nella prima parte dell’anno è cresciuta molto. Considerando il contesto che ci attendiamo sia sul reddito delle famiglie che sui consumi quello che ci aspettiamo è un calo dell’erogazione del credito per quest’anno. Con la ripresa che ci sarà dal prossimo anno il rimbalzo del Pil sosterrà la domanda interna che segnerà sia la ripresa delle richieste dei mutui che di credito a consumo».

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