Plasma-Santin

Coronavirus, Santin (Università di Yale): Plasma iperimmune abbatte mortalità.

Alessandro Santin, professore e scienziato alla Yale University, dirige un centro di ricerca tra i primi a livello internazionale.

A tu per tu con l’oncologo e immunologo Alessandro Santin, professore e scienziato alla Yale University dove dirige un centro di ricerca tra i primi a livello internazionale: “Ok dall’FDA alla cura al plasma iperimmune che riduce di oltre il 35% la mortalita’ dell’infezione se somministrata nei primi 3 giorni dal ricovero in ospedale. Il futuro sono gli anticorpi monoclonali. Riguardo al vaccino è importante non affrettare i tempi di approvazione sulla base di scelte politiche, può essere pericoloso per la salute”.

Prof. Santin, nell’Aprile di quest’anno Lei e’ stato il primo a fare un accorato appello alla leadership medica italiana (Istituto Superiore di Sanita’ e Ministero della Salute Pubblica Italiana in primis) suggerendogli di adottare rapidamente in Italia in modo simile agli USA la terapia a base di plasma iperimmune nei pazienti con forme gravi di infezione da Covid. Domenica scorsa L’FDA ha autorizzato definitivamente questa terapia. Che cosa cambia ora per i pazienti?
L’approvazione da parte della FDA rende adesso disponibile al momento del ricovero in ogni Ospedale Americano l’accesso gratuito alla terapia a base di plasma iperimmune (ricco in anticorpi neutralizzanti) per tutti i pazienti con forme gravi di infezione da Covid-19 (polmoniti che causano difficolta’ respiratorie, la principale causa di morte dell’ infezione virale). Questa e’ una grande notizia per tutti i pazienti che continuano ad ammalarsi di Covid dato che da ora in poi avranno a disposizione una terapia specifica, sicura (non gravata da effetti collaterali significativi) ed efficace contro l’infezione grave da Covid-19.

Che cosa ha dimostrato lo studio su questa cura?
La FDA ha dato la sua approvazione alla terapia basata sul plasma sulla base di quattro linee di evidenza: 1) la letteratura scientifica oggi disponibile sull’uso del plasma dei pazienti convalescenti (iper immune) nelle infezioni respiratorie causate da coronavirus (SARS-MERS-COVID-19); 2)  l’evidenza, la sicurezza e l’efficacia preclinica di questa terapia in modelli animali di Coronavirus; 3) i risultati degli studi “peer reviewed” pubblicati nella letteratura scientifica dimostranti la sicurezza e l’efficacia del plasma iperimmune nell’uomo e 4) i dati sulla sicurezza e l’ efficacia di questa terapia ottenuti su oltre 70,000 pazienti affetti da forma grave di infezione Covid-19 e arruolati nello studio ancora in corso della Mayo clinic (ie, expanded access program) e supportato dall’agenzia federale americana BARDA. E’ in particolare l’analisi approfondita dei dati scientifici ottenuti da questo enorme studio scientifico (oltre 70,000 pazienti Covid-19 trattati con il plasma iperimmune) che ha dimostrato come la terapia sia non solo ben tollerata (meno dell’1% dei pazienti con forme di infezione grave da Covid-19 ha sviluppato effetti collaterali importanti con la terapia basata sul plasma iperimmune) ma anche in grado di ridurre di oltre il 35% la mortalita’ dell’infezione se somministrata nei primi 3 giorni dal ricovero in ospedale.

È quindi una svolta nella lotta alla pandemia?
E’ sicuramente una notizia importantissima per tutti coloro che si ammaleranno da ora in poi di Covid-19. E’ sicuramente anche una grande vittoria per tutti i medici e ricercatori nel mondo che hanno sin dall’inizio dell’epidemia (quando molti erano scettici sulla sua sicurezza ed efficacia) creduto in questa terapia.

Un’evoluzione del plasma iperimmune è la produzione su larga scala degli anticorpi monoclonali da usare come profilassi e cura. È questo il prossimo passo da seguire?
La terapia con il plasma iperimmune e’ basata sulla generosita’ dei pazienti che hanno superato l’infezione e che desiderano donare il loro plasma gratuitamente. Questa terapia ha molti vantaggi ma anche alcuni svantaggi. Per esempio, alti titoli di anticorpi neutralizzanti contro il virus (gli anticorpi piu’ efficaci) vengono mantenuti nel sangue dei donatori solo per poche settimane dopo l’infezione. I donatori devono quindi essere identificati dalle banche del sangue e messi nella condizione di poter donare il loro plasma molto rapidamente, cosa che non e’ sempre possibile. I potenziali donatori devono poi essere selezionati ulteriormente sulla base della quantita’ e della qualita’ degli anticorpi che hanno prodotto (non tutti i donatori producono anticorpi neutralizzanti in quantita’ sufficiente per la donazione) e questo ne riduce significativamente il numero. Ecco quindi che avere la possibilita’ di produrre in quantita’ illimitata in laboratorio per l’intera popolazione mondiale questi stessi anticorpi potrebbe essere un enorme vantaggio. Un cocktail di anticorpi “super” neutralizzanti anti-Covid-19 prodotti in laboratorio e’ gia’ in fase avanzata di sperimentazione negli USA nei malati con forme severe/gravi della malattia.

A che punto siamo con il vaccino? Ne avremo uno efficace e sicuro a breve e soprattutto sarà disponibile per tutti?
Esistono al momento oltre 100 diversi tipi di vaccini contro il Covid-19 in diverse fasi di sperimentazione nel mondo. E’ pero’ importante non affrettare i tempi di approvazione sulla base di scelte politiche in quanto nella storia della medicina esistono esempi di vaccini non sufficientemente validati prima di essere stati messi in commercio che si sono poi rilevati non solo inefficaci nel proteggere la popolazione ma anche dannosi (in rari casi hanno poi aggravato la malattia al momento dell’infezione in coloro che erano stati vaccinati). Dobbiamo quindi essere pazienti e aspettare che gli studi di validazione sui vaccini anti-Covid-19 siano sufficientemente maturi prima di iniziare a vaccinare miliardi di persone.

Questa pandemia ha dimostrato quanto il mondo sia vulnerabile ad eventi di questo tipo, che la storia ci insegna si ripetono ciclicamente. Come prepararsi per il futuro?
Il Covid-19 e’ il terzo coronavirus che in meno di venti anni ha fatto il salto di specie dagli animali all’uomo. L’errore fatto nel recente passato e’ stato quello di dimenticarsi troppo rapidamente dell’enorme minaccia di questi agenti virali sull’intera umanita’ appena le epidemie accennano a rallentare nella popolazione. Per esempio, moltissimi degli studi iniziati sul coronavirus causante la SARS (un coronavirus che causa una malattia molto simile al Covid-19) non sono stati poi portati a termine in quanto i fondi inizialmente stanziati dai vari paesi coinvolti dalle epidemie sono stati poi successivamente tagliati pensando che essendosi l’epidemia estinta dopo alcune migliaia di morti nella popolazione mondiale non ci fosse piu’ bisogno di continuare ad investire in ricerca e a studiare i coronavirus. Se questo non fosse accaduto saremmo sicuramente riusciti ad affrontare in modo piu’ rapido ed efficace la pandemia causata oggi dal Covid-19.

Leggi l’articolo originale su affaritaliani.it

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